Vera Lúcia de Oliveira: intervista a cura di Paolo Polvani, dal sito LaRecherche.it

Vera Lúcia de Oliveira

Vera Lúcia de Oliveira (Maccherani) – intervistata da Paolo Polvani per il notevole sito LaRecherche.it (http://www.larecherche.it/index.asp) – dal 1997 al 2008 ha insegnato Lingue e Letteratura Portoghese e Storia della Cultura Brasiliana all’Università degli Studi del Salento, a Lecce. Dal novembre 2008 insegna Lingua Portoghese e Letterature Portoghese e Brasiliana all’Università degli Studi di Perugia. È tra i soci fondatori dell’Associazione Culturale «il Merendacolo» di Perugia. Fa parte della «Compagnia delle Poete». È stata premiata in diversi concorsi di poesia e narrativa in Italia e in Brasile. (sito: http://www.veraluciadeoliveira.it/index.htm). A seguire potete leggere l’inizio dell’intervista che, naturalmente e piacevolmente, vi invitiamo a leggere per intero sul sito LaRecherche.it.

Il sito LaRecherche.it è nato da un’idea di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani. LaRecherche.it prende il nome dalla omonima e famosa opera di Marcel Proust (“A la recherche du temps perdu”), uno dei più grandi scrittori del Novecento. La sua opera fu inizialmente rifiutata dall’importante editore Gallimard che gli rispose soltanto dopo l’invio della terza lettera; egli considerava Proust “uno snob, un salottiero, un dilettante”; l’editore, probabilmente, neppure aprì il pacco contenente i manoscritti, Proust lo suppose quando ricevette indietro il pacco, poiché era stato legato con nodi speciali che erano ancora intatti. Proust dovette rivolgersi ad altro editore e pubblicare a sue spese: “…in nessun momento i rifiuti degli editori e dei giornali hanno fatto vacillare la sua volontà di essere alla fine conosciuto, letto e riconosciuto, a costo di dover essere lui stesso a farsi stampare. In nessun momento ha preso in considerazione l’ipotesi di interrompere l’opera, o di correggerla per riuscire a piacere, più di quanto nella vita si sia corretto per affascinare: ‘Là dove la vita chiude, l’intelligenza apre un varco’” – (“Proust – L’opera, la vita, la critica” di Jean-Yves Tadié).

Collaboratori: Francesco De Girolamo, Gaia Leiss di Leimburg, Marosa Santucci, Loredana Savelli
Consulenza musicale: Roberto Biagiotti (Image Producer del progetto a.R.O.M.A.)
Coordinatore e Webmaster: Roberto Maggiani

Intervista a cura di Paolo Polvani a Vera Lúcia de Oliveira:
“Conosco Vera da oltre dieci anni e appartiene alla consuetudine associare alla delicatezza dei suoi gesti, al fascino della sua voce in cui affiora, come una dolce musica, un incantevole accento brasiliano, la potenza di una visione capace di penetrare la bellezza e spingersi fino a percepirne il progressivo incresparsi nelle pieghe della sofferenza, lo sguardo radicato sulla soglia epifanica del dolore. […]” Domanda 1) Se possedere una lingua è possedere un mondo, avere più lingue a disposizione è una ricchezza senza limiti; in che misura ti senti consapevole di tale ricchezza ?

Vera Lúcia de Oliveira:
Vivere in due lingue talvolta può essere molto complicato. Cerco di non mescolarle, dall’inizio ho sempre seguito questo principio anche perché ogni lingua ha il suo ambito, il suo ritmo, il suo universo culturale. E poi perché ho scoperto che potevo utilizzarle per partire e tornare da una lingua all’altra e di rendere, così, sempre presente la magia di vedere e di nominare le cose come se fosse la prima volta. Il bambino è poetico perché le parole gli servono per nominare il mondo, egli non si è ancora assuefatto ad esse, le pronunzia con stupore, convinto che nella parola ci sia qualcosa della realtà che egli nomina. I poeti conservano questo stupore, altrimenti non si accorgerebbero della magia e bellezza che hanno certi vocaboli, anche di uso quotidiano (…) CONTINUA> http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=384&Tabella=Articolo

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