CATIA BRIGANTI: Particelle Dubitative – mostra personale con concerto di FEDERICO LATERZA e MAURIZIO URBANI, Stampo DiVino, Calcata, dal 10 dicembre 2011

CATIA BRIGANTI, tracce - CLIC X INGRANDIRE

In occasione del Terra Madre Day, sabato 10 dicembre 2011 inaugura a Stampo DiVino, a Calcata (clic: MAPPA), la mostra di Catia Briganti,. “Particelle Dubitative”, meraviglie che smuovono e stimolano il dubbio, la ricerca, la catarsi. Linfa vitale che si attiva tramite il contatto con l’arte. La sera dell’inaugurazione, il 10 Dicembre, concerto: Maurizio Urbani (sax) e Federico Laterza (piano) DuoMax remembered. comunicato stampa
Nel week end d’inaugurazione cibo biologico in forma di… particelle dubitative, dove la presentazione stimola ugualmente i sensi, incluso il gusto, in un altalena di scoperte. Ottima carta di vini biologici di nessun dubbio!

Catia Briganti.
Nasce a Colleferro (Rm) il 24.6.1971, vive e lavora a Carpineto Romano. Le sue opere sono difficili da inserire in una corrente culturale ben definita. La filosofia dell’arte è costituita da necessità, libertà e bellezza. Le concezioni di tempo e spazio sono semplici metafore per adattare la vita dell’artista alla comprensione della massa, così come il reputare un’opera figlia della contemporaneità risulterebbe riduttivo ai posteri, le espressioni creative accadono senza motivo. Necessità dipinta su materiali presi in prestito dal mondo lavorativo a cui l’economia dell’apparenza ha rubato l’anima, libertà di amare e creare sogni desiderati. Tutto ciò che riaccende la terra, la speranza, l’armonia, fa parte del microcosmo stilistico della poetessa-artigiana di Carpineto Romano.

CATIA BRIGANTI, mandala cuore rosso

“Far rinascere, far rivivere, trasformare a livello simbolico e pratico è la filosofia che sta alla base dei suoi lavori. All’inizio, non avendo le possibilità economiche, la ricerca dei materiali usati è stata una necessità. Oggi ha lo stesso approccio, ma si è aggiunta la consapevolezza”. In questo modo Catia Briganti descrive il senso dell’ispirazione che sottende alle sue opere, ma bisogna andare oltre. Il potere di plasmare i materiali può appartenere a tutti, ma la forza di ispirare catarsi nel fruitore dell’opera si esprime nell’instabilità della natura e nella fragilità del presente. In altre parole nella vita in sé. Da ciò può partire la definizione di cultura di massa intesa come consapevolezza in larga scala dell’esistenza dell’arte nella vita di tutti i giorni.

CATIA BRIGANTI, tracce

Maurizio Urbani: sax
Federico Laterza: piano

Maurizio Urbani presenta il duo nato dalla lunga collaborazione con il pianista Federico Laterza, un progetto che spazia dal jazz alla bossa nova, al funky ed al free, un omaggio al fratello Massimo, che nella sua carriera ha esplorato ecletticamente le più eterogenee potenzialità espressive del saxofono che, come per Maurizio, è stato il veicolo principale del suo avventuroso viaggio di vita.
Massimo Urbani è stato una meteora nell’universo del jazz italiano, folgorando il pubblico con il suo innato talento sin dai primi anni ’70, quando ancora quindicenne venne ‘scoperto’ come vero prodigio dal pianista e compositore Giorgio Gaslini. Nel suo linguaggio sorprendentemente maturo già si evidenziava la capacità di sintesi, invenzione melodica e essenzialità , mettendo in evidenza un talento innato, germogliato nel contesto di un quartiere popolare di Roma, Monte Mario, dove, frequentando la locale banda musicale, Massimo ebbe modo di mettere a frutto quel dono, una capacità unica di ascolto e comprensione profonda e istintiva del linguaggio musicale, che lo ha sempre accompagnato nella sua purtroppo breve carriera. Molti aspetti del carattere e della personalità musicale di Massimo hano fatto sì che egli venisse accostato ad un gigante assoluto del jazz: Charlie Parker, inventore del’ be bop’ ( lo stile di improvvisazione che rivoluzionato il jazz moderno negli anni ’50 ), figura che come Massimo ha sempre vissuto visceralmente e istintivamente il rapporto con la musica e la vita ‘divorandole’ entrambi, senza risparmiare neanche un centesimo della propria passione e genialità, interamente offerta sull’altare dell’espressione artistica intesa come esigenza primaria di vita.. Maurizio Urbani, fratello minore di Massimo, più di ogni altro ha seguito la carriera artistica del grande contraltista affiancandolo spesso con il sax tenore, strumento su cui ha sviluppato una sonorità inconfondibile e paragonabile a un altro astro del jazz: John Coltrane. Attraverso anni di vita e musica in comune Maurizio ha saputo assorbire l’essenza e l’anima del fratello maggiore, suonando con astri del jazz nazionale ed internazionale del calibro di Chet Baker, David Liebman, Sal Nistico, Enrico Rava, Luca Flores ed innumerevoli altri. In quartetto con il pianista Federico Laterza propone un omaggio alla figura di Massimo Urbani attraverso l’interpretazione delle sue composizioni e degli ‘standard’ jazz a lui più cari, non perdendo mai di vista l’aspetto essenziale dell’anima del saxofonista romano che più di ogni altro ancor oggi rappresenta il jazz italiano nel mondo: l’istintività e la naturalezza del linguaggio improvvisativo, inteso come espressione profonda dell’elemento che è sempre stato la stella polare del viaggio sonoro unico ed irripetibile che i due Urbani hanno intrapreso: il sentimento.

STAMPO DIVINO +39 0761588889
via degli americani, 13 , Calcata
(Viterbo) – (clic: MAPPA)

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