Al Mulino dell’olio Baraggia di Viggiù: collettiva di : Fabrizio Bellanca, Stefano Calderara, Matteo Galvano, Maria Teresa Gonzalez Ramirez, Veronica Mazzucchi, Simona Muzzeddu, Roberto Raschellà, Petra Weiss

Venerdì 9 dicembre 2011 mostra collettiva di: Fabrizio Bellanca, Stefano Calderara, Matteo Galvano, Maria Teresa Gonzalez Ramirez, Veronica Mazzucchi, Simona Muzzeddu, Roberto Raschellà, Petra Weiss al Mulino dell’olio Baraggia di Viggiù (www.mulinodellolio.it). Lara Treppiede, Ada Tattini e Alberto Frigo hanno il piacere di invitare alla mostra collettiva al Mureen da l’Olii di Baraggia di Viggiù Un altro luogo. L’olio scivola ancora dove il tempo si è fermato. Alla scoperta di un altro luogo affascinante testimone di un tempo che non c’è più. Un antico mulino immerso nel verde dei boschi varesini in località Baraggia di Viggiù, poco distante dal confine svizzero e dal borgo ceresino di Viggiù paese natale della tradizione scultorea varesina. comunicato stampa

Il dialogo tra interno ed esterno invoglia alla scoperta di ogni singolo angolo dell’edificio totalmente restaurato nel rispetto dell’essenza originaria, dalla struttura ai materiali. In occasione della presentazione del luogo si è voluto organizzare un ciclo di serate per un pubblico differente: da venerdì 28 ottobre a venerdì 9 dicembre ogni due settimane il Mureen da l’Olii ha proposto cene accompagnate da mostre d’arte, spettacoli musicali, poetici e teatrali. Le serate vogliono essere momenti di incontro tra visitatori, artisti, poeti, dirigenti di aziende, famiglie, nell’intento globale di far conoscere il luogo e avvicinarlo a esigenze eterogenee: mostre, cene aziendali, riunioni, matrimoni, cerimonie, feste di compleanno…

La mostra è aperta fino a sabato17 dicembre.

Ingresso libero su prenotazione 347-5520341

In occasione dell’inaugurazione della mostra è previsto un aperitivo natalizio nella magica atmosfera del Mulino dell’olio.

Gli artisti:

Fabrizio Bellanca

Fabrizio Bellanca: è nato a Roma nel 1968. Ha frequentato il liceo artistico della città G. Terragni diplomandosi nel 1987. Successivamente ha conseguito il diploma di Grafico pubblicitario presso l’Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano nel 1991. Il primo approccio con l’arte avviene già nel 1989, dove si accosta alla tecnica dei graffiti metropolitani e del Writing, intervenendo sulla tela con colori forti e forme geometriche astratte. Bellanca ama sperimentare, utilizzare nuovi materiali, ed introduce nelle sue opere la resina applicata a gocce, che conferisce una effetto lucidissimo, bagnato, che esalta i colori. Sul finire degli anni novanta l’artista si accosta all’action painting, che realizza ad olio su superfici materiche. Le sue opere spaziano dal figurativo all’astratto, in una continua ricerca di nuove tecniche e forme espressive. Ma la vera rivoluzione avviene nel 2004, quando Bellanca “scopre” l’acciaio in lastre; agisce su questo materiale con il Dremel, un mini trapano che utilizza punte in pietra e diamantate, che creano un sorprendente effetto simile a quello del tratto di una matita. I soggetti sono persone, luoghi, edifici, quasi sempre in grande formato. E la sperimentazione ancora una volta non si ferma, si spinge fino alla musica; accompagnato dal gruppo Blue Silk, realizza performances artistico musicali in cui il suono del trapano che incide l’acciaio, accompagnato da arpa e chitarra elettrica, diventa una melodia. L’artista continua fino ad oggi ad operare sull’acciaio, e su un altro metallo, l’alluminio, sul quale opera con colori da stampa in sovrapposizione a colori per vetro e Letraset. Vive e lavora a Como, dove è titolare dell’agenzia di grafica pubblicitaria “Fab”, che si occupa della realizzazione di immagine aziendale, editoria e siti web.

www.fabriziobellanca.com

Stefano Calderara: nato a Varese nel 1981. Compie gli studi al Liceo Artistico “A. Frattini” di Varese e si diploma in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con votazione 109/110. Acquisita esperienza nel campo dell’incisione calcografica con tecniche di puntasecca, acquaforte e ceramolle. Collaborazione con azienda “Peltro Varese”di Gazzada (VA) per la realizzazione di bassorilievi in cera (matrici) per articoli promozionali e premiazioni sportive. Esperienze fotografiche e buona conoscenza delle tecniche di sviluppo e stampa manuale di fotografie in bianco e nero. Acquisita esperienza nella lavorazione della plastica in fogli (acetato) per la realizzazione di sculture ed opere personali. Buona conoscenza e buona manualità nella modellazione della creta e dei vari tipi di cottura di essa. Dal 2001 è impegnato in mostre personali e collettive. Nel 2005 partecipa al Premio Ghiggini Arte Giovani; nel 2011 è tra i finalisti del Premio Fotografia e Parola Riccardo Prina. Attualmente opera nel campo della decorazione.

Matteo Galvano: è nato a Como nel 1983. Compie gli studi presso l’Istituto d’Arte di Cantù dove si diploma. Disegnatore e scultore, ha realizzato numerose mostre sia in Italia che all’estero, ricevendo recensioni da critici, riviste specializzate e quotidiani. Inoltre l’artista Galvano ha fatto esposizioni private e pubbliche come Art-Design/scenografie presso i set di studi cinematografici e sfilate di moda. Nelle sue opere l’artista utilizza uno strumento contemporaneo: la penna a biro. I critici che hanno scritto su di lui dicono: “La sua tecnica parte dal magico intreccio del nero e del bianco, della vita e della morte, dell’essere e del non essere; il tutto con una precisione che enfatizza la beltà degli elementi raffigurati. Il suo tratto è vivo, perché tutto richiama il movimento”. I soggetti raffigurati sono architetture contemporanee: palazzi, cartelli stradali, lampioni, semafori, “giungle urbane”, senza la presenza di esseri viventi o mezzi in movimento quasi a voler rendere esclusivamente protagonista tutto ciò che l’uomo ha costruito. Nelle “pittura a biro” di Galvano si può osservare la ricerca dello spazio e dell’effetto ottico dato alle strutture in rilievo grazie a un sapiente utilizzo della luce. La critica d’arte Elisa Pini, con la quale Galvano collabora, parla così della “pittura” dell’artista comasco: “Le architetture urbane di Galvano colpiscono per i volumi definiti, sottolineati da sapienti effetti chiaroscurali. Palazzi e grattacieli “nascono” dallo sfondo bianco con una forza espressiva dirompente.” Matteo Galvano dal 2008 lavora anche con la scultura raffigurando in prevalenza soggetti animali e esseri umani. Le sue sculture sono formate da pezzi di scarto di metallo lavorati e assemblati. Nelle sue opere si notano dei particolari voluti dallo stesso artista, che fanno pensare e vedere espressioni di vitalità e dinamicità, pur essendo sculture rigide e prive di movimento. www.matteogalvano.it

Maria Teresa Gonzalez Ramirez: è nata a Città del Messico nel 1967, attualmente vive e lavora a Varese Italia. Fin da piccola ha coltivato la sua passione per l’arte. Autodidatta, curiosa, sognatrice e incessante ricercatrice d’emozioni ed avventure. Creare e trasformare tutto ciò che si trovava davanti a lei è sempre stata più che una necessità, ed è cosi che prende nel 1996 una importante decisione lasciando tutto per abbracciare l’arte ed iniziando quello che sarà per la Gonzalez il suo vero viaggio di vita. La sua passione per l’arte la spinge a viaggiare per i diversi continenti visitando gli Stati Uniti, il Sud America, e l’Europa, confrontandosi con ambienti diversi che le hanno permesso di sviluppare un suo personalissimo percorso artistico che è considerato dai giornalisti e critici d’arte di grande forza espressiva e di grande impatto emotivo. Lavora e sperimenta i più svariati materiali come il ferro, legno, metacrilato, ceramica, oli, acquarelli, ecc. per dopo trasformarli in sculture, pitture, installazioni, disegni , ecc. www.mariateresagonzalezramirez.com

Veronica Mazzucchi: nasce a Varese nel 1975. La sua ottima conoscenza delle lingue la porta per lavoro a viaggiare moltissimo. Dal 2001 al 2004 si instaura tra l’artista e l’isola di Capoverde una connessione profonda: da autodidatta allora comincia a mettere in tela il suo grande Amore per l’Africa (“Terra come sangue”). In questo primo periodo sono evidenti le influenze dell’arte africana, del maestro Picasso, di Amedeo Modigliani e delle xilografie di Schmidt-Rotthuff. Dal 2007 segue periodo silente. Veronica ricomincia a dipingere dopo aver intrapreso un percorso terapeutico (tra cui sedute di arte-terapia), per far fronte ad un’invalidità fisica ed alla conseguente perdita del lavoro, riscoprendosi e riscoprendo il proprio passato errante con pennelli e pastelli. Questo secondo periodo è espressione di un disagio psicofisico causatale dalla Sindrome Fibromialgica, una malattia che nel gergo comune è definita “Il dolore della sofferenza”. Inizia così quello che l’artista definisce il suo secondo periodo dove prende vita “La favola di Amore e Psiche”. Le sue donne ricordano le Lying Figure in a Mirror di Bacon, corpi non definiti, in preda a continue trasformazioni. L’identità oscilla tra accettazione e rifiuto del sé, in netta scissione tra l’essenza corporea e la consapevolezza. Marcel Proust ne “Alla ricerca del tempo perduto” diceva che si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente. È quello che ha fatto Veronica Mazzucchi. Ora, considerati i risultati, si fa voce di un progetto atto a promuovere le terapie culturali in ambito di malattie croniche. (E.B)

http://veronica-atelierdellaforgia.blogspot.com

Simona Muzzeddu: nata nel 1976 a Gallarate, dove vive e lavora. Diplomata al Liceo Artistico “A.Frattini” di Varese, Laureata a piani voti 110 in Pittura all’Accademia di Brera a Milano, Diplomata di Multimedia Art Director presso l’ “Acof” di Busto Arsizio. Ha vissuto due anni a Roma, dove ha conosciuto il pittore Mimmo Nobile, frequentando il suo atelier a Labaro (RM). Rientra definitivamente a Gallarate nel 2005, nello stesso anno conosce colui che diventerà il suo “maestro” lo xilografo Adriano Porazzi, legando una stretta amicizia fatta di fiducia e rispetto reciproco. E’ sempre Porazzi che spinge la giovane Artista a conoscere lo Stampatore Giorgio Upiglio dove frequenta per un periodo la sua Stamperia d’Arte. Nell’aprile del 2006 organizza una collettiva con artisti internazionali a Villa Ponti di Varese, dove esponendo anche suoi lavori.

www.volaresenzali.com

Roberto Raschellà: nasce vicino a Como nel 1975, famoso per il suo incantevole lago. Si trasferisce a Londra nel 2004 per esplorare ed esprimere la propria creativita’. Da allora si e’ concentrato sulla fotografia. Costantemente impegnato a migliorare professionalmente, Roberto frequenta il College Saint Martin a Londra, seguito da Pauline Thomas. I suoi lavori, premiati in diversi conocorsi sia italiani che inglesi, includono matrimoni ed eventi, paesaggi e ritratti. Recentemente introdotto al fotogiornalismo e alle esposizioni, le sue foto sono state pubblicate su alcuni magazines e websites ed esibite sia a Londra che in Italia: una sua permanente puo’ essere visitata nel quartiere di Chiswick. L’ultima mostra, “Celebrity”, esposta a Seregno, ha riscosso buon successo.

www.ilvicolopaoletto.com

Petra Weiss: nasce a Cassina d’Agno nel 1947. 1965-1970 formazione come ceramista. Vive e lavora a Tremona. Dal 1970 presenta sue opere scultoree in esposizioni personali e collettive in gallerie e musei in Svizzera, Italia, Francia, Germania, Danimarca, Austria, Unione Sovietica, Cipro, Slovenia, Ungheria, Portogallo, Stati Uniti, Canadà, Giappone, Cina, Spagna, Grecia. Dal 1976 realizza numerose opere inserite in architetture pubbliche e private. Nel 2003 il Museo Vela di Ligornetto e successivamente il Museo Ariana di Ginevra presentano la mostra “Racconto di forme e di colori”, uno sguardo sul suo lavoro di scultrice dal 1967 al 2003 (Catalogo). Nel 2003 Edizioni Ulivo (Collana Il sorriso del gatto) pubblica “Poche parole per dire”, una raccolta di sue poesie. Dal 2003 realizza eventi estemporanei proponendo la scultura in spazi urbani e in ambienti naturali in collaborazione con altre discipline (danza, musica). Di ogni evento è stato composto un filmato che lo documenta. Dalla raccolta delle riprese di questi eventi nel 2007 realizza i film “D’improvviso a Milano” e “Il viaggio dell’alfabeto”. Nel 2007 “Pagine d’Arte” pubblica “Il viaggio dell’alfabeto”, un suo diario che raccoglie le esperienze vissute con la scultura “L’alfabeto” in un avventuroso viaggio dal 2000 al 2007. Nel 2008 alle cave di Arzo realizza 5 sculture con il marmo del luogo (L’ocra e il corallo di Arzo) per la mostra di scultura all’aperto di Vira Gambarogno (Catalogo). Le opere vengono successivamente esposte anche a Piazzale alla Valle a Mendrisio. www.petraweiss.ch

Mulino dell’olio
Via Molino dell’Olio 3, 21059, Baraggia di Viggiù (VA)
Tel. 0332-440985
Mobile 347-5520341
info@mulinodellolio.it
www.mulinodellolio.it
Il mulino è anche su Facebook: Mureen da l’olíí (Mulino dell’Olio)

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