PREMIO D’ARTE INTERNAZIONALE APERITIVO ILLUSTRATO 2011: Pesaro, da giovedì 15 dicembre a domenica 18 dicembre 2011

Paolo d’Altan è Testimonial del Premio 2011 con una immagine dedicata a Mr. Vertigo di Paul Auster - CLIC X INGRANDIRE

Prendendo spunto dalla scelta editoriale del magazine L’Aperitivo Illustrato, i curatori Christina C. Magnanelli Weitensfelder e Marco Nardini hanno voluto dedicare il Premio 2011 al “segno”, tema universale declinato secondo infiniti linguaggi: in concorso opere realizzate con qualsiasi tecnica grafica e pittorica su carta, dall’incisione alla litografia, dalla matita al carboncino, dall’acquerello alla tempera, dall’olio al collage, dalle opere digitali elaborate a mano fino alla tecnica mista. Trenta lavori inediti, selezionati dalla giuria presieduta da Ludovico Pratesi, restano esposti in una mostra collettiva dal 17 dicembre al 31 dicembre 2011 nell’ex Chiesa della Maddalena di Pesaro, saranno affiancati da un ricco calendario di eventi collaterali che animeranno il centro storico e lungomare di Pesaro  a partire da giovedì 15 dicembre e fino a  domenica 18 dicembre 2011. comunicato stampa

Un appuntamento denso di eventi, incontri inediti, unici, tutti nel segno dell’arte e della creatività. Promosso e organizzato da Associazione Hansel & Greta e L’Aperitivo Illustrato, la terza edizione del Premio d’Arte Internazionale Aperitivo Illustrato 2011 è realizzato grazie alla consolidata partnership con il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e con il patrocinio del Comune di Pesaro, della Provincia di Pesaro e Urbino e dell’Assemblea Legislativa delle Marche. L’edizione 2011 vanta altresì le prestigiose collaborazioni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dell’Istituto Europeo di Design e dell’Associazione Illustratori di Milano, e dell’Accademia di Brera. Paolo d’Altan ha accettato inoltre di essere Testimonial del Premio 2011 con una delle sue emblematiche immagini dedicate al racconto Mr. Vertigo di Paul Auster. Un’immagine evocativa che, esemplificando al meglio il felice approdo alla professione dell’Illustrazione, è stata di ispirazione per tutti i partecipanti al concorso.

Collettiva dei finalisti
Segno / Principio e Modello
a cura di Christina C.Magnanelli Weitensfelder e Marco Nardini

Nel tentativo di mostrare le molte complessità irrisolte del fare contemporaneo; abbiamo messo a nudo una superficie bianca, che è stata anche la misura di un foglio e del confronto concorsuale, una “buona vecchia forma” che può trarre facilmente in inganno. Pensare ad una esposizione mutata attraverso il linguaggio  o “stile” dei segni , di una estetica della materialità semiologica, non è cosa semplice.

Fedele alla propria vocazione, questa III edizione del Premio d’Arte Internazionale Aperitivo Illustrato, si addentra in un universo complesso ed integrato quale quello del “segno”, esplora il contatto primo tra creazione e materia; tra artista e mezzo espressivo. L’idea della ricerca, fondante per ogni attività tesa al raggiungimento di una individualità delle “cose”, del suo contenuto di senso e della sua rappresentazione e rivelazione, ci permette di fare due considerazioni.

La prima: il lavoro non deve mostrare solo di aver cercato e ricercato il modo con cui realizzare una necessità espressiva, nel tentativo di tracciare una linea di continuità nello sviluppo storico..

La seconda che il raggiungimento di quella necessità, debba passare per la conoscenza delle regole e che la loro scoperta è più importante forse della loro stessa applicazione.

Il processo di trasformazione continuo, trova così, il proprio compimento nella capacità di rifondare le ragioni di un operare artistico concreto, entro nuovi perimetri, talora circoscritti e anche dilatati, ma sempre  appartenenti alla nostra vita, come ad esempio avviene per i problemi di equilibrio e di proporzioni.

L’arte non evolve da sola, le idee dei popoli cambiano e con queste i modi di espressione, ma la sua variazione non significa sempre evoluzione. In realtà a ben guardare, solo se le tecniche sono espressione di una “estetica delle idee”, possiamo affermare che l’idea della ricerca acquisisce un valore di indagine e di significato, oltre una genericità e verso anche una specificità.

Essa ci mostrerà sempre l’esito della ricerca e non la direzione della stessa, un risultato qualitativamente accettabile e ammirevole; un’offerta di credito e visibilità alle nuove generazioni.

In tal senso, il concorso si è rivolto con particolare interesse ad alcune aree di specificità, qualì: l’illustrazione e la grafica, con tutte le sue declinazioni, andando ad indagare e valorizzare un generale modo di agire comunicativo.

sabato 17 dicembre, ore 18.00 e  fino al 01 gennaio 2012
Ex Chiesa Maddalena – via Ludovico Zacconi

Nel segno di Wladimiro Tulli
a cura di Christina C. Magnanelli Weitensfelder con Carla Tulli

Il segno come impronta digitale dell’artista, formidabile mezzo di rappresentazione multi e ultra-sensoriale che va oltre il puro fatto grafico. è il disegno, il tema della esposizione allo Scalone Vanvitelliano di Pesaro, un disegno che abbraccia tutto l’arco della sua vita, dagli anni Quaranta in avanti, intitolata “Nel segno di Tulli”

Un disegno che di tanti segni è la somma matematica ma anche filosofica di un’intenzione, forse già una conoscenza e una forma dell’oggetto raffigurato, un gesto naturale e già infantile da cui scaturisce tutto il mondo artificiale, l’universo delle cose costruite. Un segno come punto di partenza o come punto d’arrivo, passaggio dal foglio bianco all’opera d’arte o concetto in sé concluso.

“Perché si pensa che si possa arrivare facilmente al successo, subito, attraverso l’arte. Invece l’arte ha bisogno di lavoro, di tenacia, di tempo, di pazienza e di tante altre cose.”

Il tratto poetico e l’uso gioioso e personalissimo del colore sono quell’identità che Tulli trova al fondo di una ricerca mai interrotta: “Io l’astrazione l’ho vista sempre non solo come una battaglia per la modernità ma per la ricerca di nuove forme, nuovi colori, nuovi accostamenti, come un confine da superare ogni giorno. Su questa fede non solo ho irrobustito l’impegno e la vocazione giovanile ma la responsabilità che ogni artista ha verso se stesso e verso l’arte, qualsiasi tipo di ricerca intraprenda. Già intorno al 1948 avverto l’urgenza di perfezionarmi nel disegno e creare una situazione di impegno realistico, un’esperienza di due, tre anni che sento sarà importante nella mia ricerca e poi, inevitabilmente, ritorno nel solco dell’avanguardia e dell’astrazione. Ma nel frattempo avevo trovato il mio linguaggio e la mia particolarità: un’astrazione un po’ libera, già personale.”

Queste e tante altre parole del pittore Wladimiro Tulli, raccolte durante lunghe conversazioni avute con lui tra il 2001 e il 2002, nei due anni precedenti la sua morte avvenuta il 28 febbraio 2003, si insinueranno di continuo tra le pieghe di una riflessione sul tema del “segno”. Sarà l’artista a raccontarsi, attraverso le immagini delle sue opere sì, così come dev’essere, e pure attraverso le confidenze che ha lasciato, come in un’intervista postuma che ha il sapore di un’affettuosa, inconsapevole dedica ai giovani artisti che hanno partecipato alla terza edizione del Premio d’Arte Internazionale Aperitivo Illustrato.

venerdì 16 dicembre, ore 18.00
Scalone Vanvitelliano – Piazza del Monte

Agguati / Incursioni brutali sul pensiero
Reading multimediale
di Fabrizio Loschi con Giorgio Parmigiani, Paolo Gualdi, Massimo Mantovani

Camminare in una notte popolata da immagini sospese che si rivelano fin tanto che la luce di un lampione le illumina, poi buio, limbo, distanza che ci separa dal lampione successivo, se c’è.

Nessun tempo, solo particolari dai quali parte il disegno di una situazione, intime pulsioni colte nel loro divenire, nel loro spegnersi o accendersi ci riportano la cronaca disconnessa di un’esperienza vitale.

Questo è il mondo di Agguati, questo è Fabrizio Loschi.

Nato da una ricomposizione ideale di mondo stampato su carta riciclata tanto quanto i momenti impressi su di essa con l’inchiostro,  Agguati ci consegna i lucidi frammenti di un sentire poetico.

Nel mezzo, solo la violenza semiotica della scrittura che diviene verbo, che crea uno spazio di coesistenza tra due poli dell’essere, il lavoro di un chirurgo da campo che cuce lembi diversi della propria esistenza e dei propri pensieri quel tanto che basta a dargli una forma, a volte orribile ma sempre ben definita.

Ecco l’agguato, l’incursione brutale di un pensiero che ci aggredisce dopo aver atteso il momento propizio della nostra calma apparente per poi dileguarsi; ciò che rimane è un impronta mentale, lo spazio istantaneo nel quale l’autore è contemporaneamente assalitore ed esca, l’attimo in cui ogni emozione per quanto effimera viene arginata ed assaggiata a fondo.

Un agguato non ha valenza negativa o positiva, il suo valore risiede nella fulminate reazione dei nostri sensi ad una sollecitazione istantanea e profonda.

 

venerdì 16 dicembre, ore 20.00
Palazzo Gradari – Piazza del Popolo

Canzoni Dipinte
Miky Degni dipinge il jazz di Cristina Zavalloni
di Miky Degni

Vivre avec toi - pittura su carta. graphic design e stampa su cartone da imballo - © Miky Degni *Opera selezionata alla 54a Biennale - Padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi

L’artista milanese Miky Degni è stato invitato in veste di special guest a rappresentare il tema del segno per il premio d’arte internazionale organizzato dalla rivista L’Aperitivo Illustrato. La mostra si tiene nella sala degli specchi del noto art hotel Alexander Museum di Pesaro, dove peraltro Degni ha realizzato una stanza nel 2005. Le Canzoni Dipinte dell’eclettico artista nascono da un incontro con la cantante jazz Cristina Zavalloni, e sono un progetto che fonde musica e immagini, sperimentando il lato sensoriale della musica e quello tattile della pittura.

Miky Degni dichiara: quando ascoltai per la prima volta la voce di Cristina ne rimasi incantato al punto che decisi di interpretare la sua musica in un progetto visivo, lasciandomi trasportare dall’improvvisazione, esattamente come accade nella musica jazz.

Quattordici dipinti estemporanei anche nella tecnica. Un mix di pittura tradizionale, pittura digitale e graphic design realizzati su cartone da imballo. Alla ricerca di nuovi territori, per uscire dalle etichette preconfezionate imposte dal mercato.

Cristina Zavalloni commenta: Vedere se stessi con gli occhi di qualcun altro è sempre sorprendente. Miky si è lasciato suggestionare dai brani del mio CD Solidago e le Canzoni Dipinte che ne sono risultate sono per me un regalo inaspettato e un motivo di grande orgoglio

domentica 18 dicembre, ore 18.00
Alexander Museum Palace Hotel  – viale Trieste, Lungomare
 
NPA Normal People in Action/ Vogliamo dire chi sei
Quando l’azione fotografica lascia un segno.
di Andrea Gualdi e Paolo Gualdi

E’ nell’impressione fotografica che emergono indelebili i segni di un esistenza.

NPA acronimo di Normal People In Action è un’azione fotografica di Andrea e Paolo Gualdi, in 4000 scatti, 4000 identità si raccontano e si esprimono.

Prima ancora che il linguaggio verbale è la semiotica dei gesti, o il linguaggio dei segni a disegnare un evento nell’evento.

In assonanza con la III edizione del Premio d’Arte Internazionale Aperitivo Illustrato, generato nel segno, NPA è una proposta LGImages in collaborazione con Bildung Associati.

Un incursione fotografica che si propone di documentare attraverso 4000 fotografie altrettanti volti, un disegno sociale da restituire al nostro tempo come rappresentazione di sé, dove l’idea che abbiamo di noi emerge attraverso i segni dell’emozione e della coscienza di essere.

Nel corso delle serate: 16 – 17 -18 dicembre sedi varie negli orari degli eventi

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