Maria Giovanna Ambrosone: Rüya, sala espositiva 1 Opera, Napoli, dal 13 gennaio al 13 febbraio 2012

Rüya, lightbox  1 m x 1 mMaria Giovanna Ambrosone: Rüya, 1 Opera, Napoli (click: MAPPA). Inaugurazione venerdi 13 gennaio ore 19.00. A cura di Mariano Ipri, Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore. Dal 13 gennaio al 13 febbraio 2012. Un’immagine che non è un’immagine: dinamica, viva, cangiante, è questa l’opera di Maria Giovanna Ambrosone, ospite degli spazi di 1 Opera nel prossimo gennaio 2012. Tela e foglia d’argento trattengono i profili di Rüya, letteralmente Sogno, che la Ambrosone propone in tutta la sua attività, a simboleggiare un viaggio fisico – ma soprattutto intellettivo, mentale – che testimonia il movimento dell’artista, la sua continua ricerca, che si traduce nell’espressione della più vivace forma umana, quella del sogno appunto, inteso come spettacolo visivo notturno, e pianificazione di desideri e immagini da svegli. <comunicato stampa>

Rüya cambia a seconda del luogo, esattamente come tutto ciò che è fatto di foglia d’argento, e la scelta non è casuale. Il movimento, la ricerca intesa come crescita ed analisi, sono infatti elementi fondamentali nell’opera della Ambrosone, che ha sempre goduto di un respiro internazionale, a ricordare a chi guarda l’importanza di non porsi alcun freno, specialmente quando si parla di arte. In un contesto forte come quello di 1 Opera, dove l’arte è l’unica protagonista e catalizzatrice dell’attenzione, un lavoro dall’apparenza così delicata non lascia spazio a dubbi di sorta: il sogno c’è ancora, resiste, ed è in costante ricerca, per potersi dipanare e realizzare appieno. Rüya non vede confini, non travalica alcuna barriera proprio perché è un’opera che non concepisce limiti. Maria Giovanna riesce a comunicare il movimento non solo orizzontale, ma soprattutto verticale, un’ascesa che oltre ad essere interiore è anche fisica, a toccare il cielo, ad allungarsi come i picchi delle case rupestri raffigurate. Sì, perché Rüya è il simbolo di un paesaggio lunare, extra terrestre, dove l’uomo e la natura si sono congiunti in una maniera inusuale. Un paesaggio che sembra deserto e aspro in realtà è diventato casa per gli uomini, che lo hanno reso vitale. La testimonianza artistica della Ambrosone è pregna di significato, e si colloca all’interno di 1 Opera con aderenza perfetta, occupando lo spazio con forza e delicatezza, elevando l’area circostante dandole spessore, ricollegandosi dunque all’obiettivo di 1 Opera, quello di mettere al centro l’arte e solo l’arte, così da poter dare via libera al flusso comunicativo con chi osserva. La foglia d’argento diventa qui simbolo di fuggevolezza nella sua accezione più propositiva: non è fuga, ma viaggio che stimola al pensiero, che accompagna l’immaginazione. I lavori di Maria Giovanna Ambrosone hanno sempre un’anima multi sfaccettata, che consente allo spettatore di entrare in comunione con l’opera da più angolature: un’artista viaggiatrice e sperimentatrice a 360 gradi, la Ambrosone ha spesso parlato di arte attraverso lavori forti, diretti, e si è fatta messaggera di realtà difficili da gestire ma da cui non si può prescindere. Un esempio è “Born in Cecenia and Dead in Russia”, un’istallazione del 2011 che rappresenta il ciclo vitale della donna cecena che sceglie di farsi martire facendosi esplodere. L’istallazione racconta il profondissimo disagio della donna che sceglie di morire per occupare finalmente un posto nella vita, a dispetto dell’isolamento a cui è stata confinata per motivi di ordine sociale, religioso e politico. Ancora una volta un’antitesi, la morte che regala la vita, a caratterizzare l’opera della Ambrosone che dimostra di non voler escludere nessuna interpretazione dei suoi lavori. Chiara Minieri

 1 Opera, Via Vincenzo Bellini 26, Napoli

info.1opera@gmail.com tel.+39 3933641664 lunedi – sabato 11.00 / 19.00

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