Museo del Novecento, Milano: Il 900 a pedali – sabato 26 maggio 2012

Museo del Novecento, Il 900 a pedali, Gio Ponti, milano arte e cultura, 26 maggio
Museo del Novecento, Il 900 a pedali, Gio Ponti, milano arte e cultura, 26 maggio

Nuovo appuntamento con “Il 900 a pedali”, le passeggiate in bicicletta – ideate dal Museo del Novecento in collaborazione con Storyville e Ciclobby – alla scoperta dei grandi progettisti del 900. Sabato 26 maggio visita agli edifici di Gio Ponti con l’architetto e ciclista Pierfrancesco Sacerdoti. Sabato 26 maggio, h. 16.00: partenza ingresso del Museo, via Marconi 1 – Durata 2 ore circa, iscrizioni al desk Storyville al Museo – informazioni e prenotazioni: 02/43353522 – Costo 12 euro (comprensivo di assicurazione FIAB) – Ridotto per i possessori della card900 – 10 euro >> 

Gio Ponti nasce a Milano nel 1891 e si laurea al Politecnico nel 1921. Fin da subito i suoi interessi spaziano dall’architettura, alla pittura, al design, alla decorazione. Tra il 1923 e il 1926 è direttore artistico della Richard Ginori, per la quale disegna numerosi oggetti in ceramica. Nel 1925 inizia la collaborazione con Emilio Lancia, che durerà fino al 1933, con cui realizza le prime architetture di impronta neoclassica. Nel 1927 partecipa al concorso per il nuovo piano regolatore di Milano, come membro del Club degli urbanisti, e nel 1928 fonda la rivista “Domus”, di cui sarà direttore fino alla morte. Nel 1933 si associa agli ingegneri Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini, con i quali realizza molte opere importanti, influenzate dalla nuova architettura razionalista.

Museo del Novecento, Il 900 a pedali, Gio Ponti, milano arte e culturaA partire dal 1936 inizia a insegnare presso il Politecnico di Milano e negli stessi anni partecipa attivamente alle Triennali. Dopo la guerra riprende l’attività professionale, in collaborazione con Fornaroli e con il genero Alberto Rosselli (dal 1952 al 1976). In questo periodo rinnova radicalmente il linguaggio della sua architettura e disegna numerosi oggetti di design, tra cui i sanitari Ideal Standard e la sedia Superleggera per Cassina (1957). Negli ultimi anni di vita si dedica soprattutto all’arte e alla decorazione. Muore a Milano nel 1979.

 

1. Corso Italia 23 – Il complesso comprendente la sede della RAS (1956-1962) viene progettato in collaborazione dallo studio Ponti e da Piero Portaluppi su un vasto terreno tra corso Italia e via Santa Sofia. Il palazzo si caratterizza per il telaio strutturale a vista e per le superfici rivestite in granito rosso.

 

2. Via Dezza 49 – Si tratta di un piccolo condominio (1956-1957) che comprendeva in origine l’abitazione dello stesso Ponti. La facciata con riquadri colorati riflette la distribuzione interna, basata sulla fluidità degli spazi e su particolari soluzioni d’arredo, come le “finestre arredate” e le porte a soffietto Modernfold.

 

3. Via Giovio 41 – La chiesa di San Francesco al Fopponino (1961-63) fa parte di un più ampio complesso che comprende gli edifici parrocchiali e l’istituto delle Orsoline. la facciata della chiesa si distingue per il rivestimento in piastrelle di ceramica a punta di diamante e per le curiose aperture poligonali.

 

4. Via Randaccio 9 – È la prima casa di Gio Ponti per la sua famiglia (1925), progettata insieme a Emilio Lancia. Ha una pianta trapezoidale e l’aspetto di una villa. Le facciate si distinguono per la decorazione leggera e raffinata, di ispirazione classica, che consiste di cornici, riquadri, mensole, nicchie e obelischi.

 

5. Torre Littoria – Questa torre panoramica (108 m) viene realizzata nel 1933 per la prima Triennale milanese, in collaborazione con Cesare Chiodi ed Ettore Ferrari. La struttura è composta da un traliccio di tubi d’acciaio. Il coronamento comprendeva un ristorante, una terrazza panoramica e un faro sulla sommità.

 

6. Via Moscova 3, largo Donegani 2 – La sede della Montecatini (1936-1938) viene realizzata su progetto di Gio Ponti, Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini. I tre corpi di fabbrica disposti ad H si caratterizzano per la moderna levigatezza delle pareti in marmo cipollino, con infissi in lega leggera posati a filo facciata.

 

7. Corso Venezia 61, bastioni di Porta Venezia 1 – La casa e la torre Rasini (1933-1934) sono l’ultima opera del sodalizio Ponti-Lancia. Si attribuisce a Gio Ponti il corpo basso, rivestito in marmo bianco, mentre la torre in clinker sarebbe di Emilio Lancia. Sono di particolare interesse le terrazze e i pergolati ai piani alti.

 

8. Piazza Duca d’Aosta 3 – il grattacielo Pirelli (1956-1960) viene progettato dallo studio Ponti con la collaborazione di Giuseppe Valtolina, Egidio Dell’Orto, Arturo Danusso e Pier Luigi Nervi. L’edificio incarna il desiderio di modernità dell’industria milanese e sintetizza i concetti teorici elaborati da Ponti.

 

9. Via Pergolesi 25 – Il Palazzo Montedoria (1964-1970) è rappresentativo dell’ultimo periodo del lavoro di Gio Ponti. Questo edificio per uffici occupa un isolato triangolare e si caratterizza per i serramenti in alluminio a filo facciata e per il rivestimento in piastrelle di ceramica in varie tonalità di verde.

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